Il fegato: prendersene cura per aiutare il metabolismo

Abbiamo mangiato più dolci del dovuto o bevuto qualche bicchiere di troppo? Abbiamo assunto più farmaci del solito o quei brufoli proprio non vogliono saperne di andar via? Forse è arrivata l’ora di “depurare” il nostro fegato… Si tratta di un pensiero comune, in cui ognuno di noi si sarà imbattuto almeno una volta nella propria vita, anche solo per credenza popolare. Eppure, del vero c’è: il fegato si può “affaticare”!

Quest’organo, che è la più grande ghiandola presente nel nostro corpo, pesa circa 1,5 kg ed è localizzato nella parte destra dell’addome (in alto), riveste un ruolo fondamentale nel sistema digerente, ma non solo: ad esempio, è preposto alla detossificazione e allo smaltimento di eventuali sostanze tossiche introdotte nel nostro corpo o prodotte dallo stesso. È il nostro “regista metabolico”, in grado di coordinare moltissime funzioni fisiologiche contemporaneamente e proprio per questo, a volte, può “affaticarsi”.

Quali sono le funzioni del fegato?

Il fegato è il principale organo metabolico del nostro corpo, ed è proprio nel fegato che avvengono molte delle più importanti reazioni biochimiche coinvolte nel nostro metabolismo. Tra queste:

  1. L’elaborazione e il metabolismo di proteine, grassi e carboidrati, dopo il loro assorbimento nel tratto digerente
  2. La detossificazione e la degradazione dei prodotti tossici (es. tossine, inquinanti, farmaci, ecc.) o di scarto dell’organismo
  3. La sintesi di importanti proteine con funzioni fondamentali, come quelle necessarie alla coagulazione del sangue o del nostro sistema immunitario
  4. L’immagazzinamento del glucosio come glicogeno, oltre che di grassi, ferro, rame e molte vitamine
  5. L’attivazione della vitamina D, processo in cui il fegato collabora con i reni
  6. Il ricambio dei globuli rossi
  7. La secrezione di importanti ormoni e fattori di crescita
  8. La produzione della bile
  9. L’escrezione di colesterolo e bilirubina

Non solo, il fegato secerne anche gli acidi biliari, fondamentali per l’emulsione dei grassi e il loro successivo assorbimento a livello intestinale.

È chiaro, quindi, che quest’organo si può ritenere un vero e proprio regista del nostro metabolismo, in grado di coordinare un gran numero di processi fondamentali.

Il fegato e la gestione dei nutrienti

Focalizziamoci ora sulla prima delle funzioni epatiche elencate: la gestione dei nutrienti.

Le proteine, i carboidrati e i grassi che introduciamo quotidianamente con la nostra alimentazione raggiungono l’intestino, dove vengono assorbiti e passano nel sangue. È attraverso il circolo sanguigno che, poi, arrivano nel fegato, dove vengono processati, ciascuno secondo la propria via metabolica.

In condizioni di equilibrio, il fegato riesce a svolgere adeguatamente le proprie funzioni. Per quanto riguarda il metabolismo del glucosio, ad esempio, il fegato reagisce allo stimolo di insulina o glucagone (ormoni prodotti dal pancreas) inducendo rispettivamente il deposito o la liberazione di questo zucchero. Allo stesso modo, coordina la formazione di trigliceridi e colesterolo HDL/LDL in risposta alla quantità di grassi circolanti.

In condizioni si sovraccarico, però, il fegato può avere delle difficoltà nello svolgere tutte le sue funzioni efficientemente.

Quando il fegato è “affaticato”

La grande mole di lavoro cui il nostro fegato è sottoposto può diventare eccessiva e comportare l’affaticamento di quest’organo, compromettendone la funzionalità. Per questo è importante riconoscere quei fattori che possono affaticarlo, come: un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri, il consumo elevato di alcool, l’utilizzo cronico o eccessivo di farmaci, l’esposizione a sostanze estranee al nostro organismo, come inquinamento atmosferico, fumo, pesticidi, ecc.

Anche condizioni caratterizzate da quadri metabolici alterati, quali sovrappeso e obesità, diabete, dislipidemie, ipertensione o sindrome metabolica possono interessare il fegato, proprio in virtù del suo ruolo chiave nel nostro metabolismo. Tutti questi disturbi “affaticano” il fegato, che progressivamente perde la sua funzionalità, causando ulteriori squilibri metabolici: si innesca, pertanto, un circolo vizioso che ruota intorno alla funzionalità epatica e ai suoi effetti sul metabolismo.

Infine, alimentazione scorretta, stile di vita sedentario, sovrappeso e obesità possono non solo affaticare il fegato, ma renderlo anche “steatosico”, cioè infarcito di grasso. Una condizione di “steatosi epatica” è, infatti, caratterizzata da un accumulo di grassi all’interno degli epatociti (le cellule del fegato), tale da rappresentare il 5-10% del peso totale di quest’organo. Sebbene reversibile, questa condizione compromette la funzionalità del fegato e, nel tempo, può evolvere in disturbi più severi.

Dall’asse intestino-fegato alla sindrome metabolica

Abbiamo chiarito che un fegato affaticato o grasso non riesce a lavorare adeguatamente, ma perché?

Principalmente, perché riceve nutrienti (acidi grassi liberi e glucosio) e molecole infiammatorie in eccesso che non riesce più a gestire adeguatamente.

Queste molecole provengono in gran parte dall’intestino: a livello di quest’organo, per lo più a seguito di stimoli correlati all’alimentazione, si innescano una serie di effetti a cascata che hanno delle ripercussioni sul nostro metabolismo, a livello di tutti gli organi, ma soprattutto del principale regista metabolico: il fegato.

Questa cascata di eventi è mediata anche dal microbiota intestinale, la popolazione di microrganismi che vive in simbiosi con il nostro organismo. Diversi studi hanno evidenziato che un’alimentazione scorretta può risultare in un’alterazione del microbiota, che a sua volta può causare:

  • Eccessivo assorbimento di nutrienti, soprattutto dei grassi
  • Rilascio di sostanze infiammatorie
  • Aumento della permeabilità intestinale (che comporta un maggiore passaggio di sostanze e nutrienti dall’intestino al sangue)

Nutrienti e sostanze infiammatorie, tramite la circolazione sanguigna, raggiungono così gli altri organi coinvolti nel metabolismo, creando squilibri metabolici sistemici. Il primo ad essere interessato è il fegato: parliamo per questo di asse intestino-fegato.  

Il fegato, costretto a processare elevate quantità di grassi, zuccheri o sostanze infiammatorie, non riesce più a lavorare adeguatamente: questo corrisponde ad una vera e propria “riprogrammazione” del fegato, che cambia il proprio metabolismo e non è più efficiente nello svolgere il suo ruolo di “regista metabolico”.

Quali sono le conseguenze se il fegato cambia metabolismo?

Di conseguenza, a livello di quest’organo si innescano processi come:

  • Infiammazione e insulino-resistenza epatica
  • Aumento delle scorte energetiche e deposito degli eccessi alimentari
  • Alterato metabolismo degli acidi biliari, che porta a un’aumentata sintesi dei grassi
  • Conversione di alcune molecole prodotte dal microbiota in composti dal potenziale rischio cardiovascolare

Tutto questo determina squilibri metabolici che si manifestano con alterati livelli di trigliceridi, colesterolo, glicemia e con aumento della circonferenza addominale, tutti segni riconoscibili che nel tempo possono condurre alla Sindrome Metabolica.

Riassumendo brevemente, la salute del nostro intestino (e del nostro microbiota) si riflette innanzitutto su quella del fegato e, in un’ottica sistemica, sulla nostra salute metabolica.

Arrivati a questa conclusione, è impossibile non riconoscere l’importanza di una sana alimentazione e di uno stile di vita corretto non solo per preservare la funzionalità del proprio fegato, ma anche per prendersi cura, con uno sguardo più ampio, del benessere dell’intero organismo e del proprio metabolismo. Non a caso, il primo trattamento del fegato affaticato, delle alterazioni metaboliche, del diabete o della sindrome metabolica passa proprio attraverso cambiamenti nel proprio di stile di vita e nella propria alimentazione.

Uno stile di vita sano per la nostra salute metabolica: ecco quali alimenti possono aiutarci

Se il fegato ha un ruolo chiave in quanto regista metabolico, come possiamo aiutarlo? Come possiamo garantirne il benessere e aiutare così il nostro metabolismo?

Diete depurative o specifiche per il fegato grasso possono essere prescritte dal proprio medico o nutrizionista, per un intervento mirato e per riassestare l’equilibrio di quest’organo. Tuttavia, quel che serve al nostro fegato non è solo un periodo di pausa o di riposo, per così dire. Necessita, piuttosto, di abitudini alimentari corrette e di uno stile di vita sano, che ci accompagnino giorno per giorno nella nostra vita e nella scelta consapevole degli alimenti che portiamo sulle nostre tavole. 

Ad esempio, possiamo preferire alimenti con proprietà antiossidanti, per combattere lo stress radicalico che si può generare nel fegato a causa del gran numero di reazioni biochimiche che si trova a gestire. Per cui via libera a frutta (es. agrumi, mirtilli) e verdura, come il cardo mariano o il carciofo, dalle note proprietà benefiche per il fegato. Utili, inoltre, per la funzionalità epatica, perché particolarmente ricchi in acidi grassi omega 3, possono essere: pesce (salmone, tonno, ecc.), cereali integrali, frutta seccalegumi (come ceci e lenticchie), olio extravergine di oliva, olio di lino crudo estratto a freddo, olio di krill, vegetali (es. avocado o ortaggi freschi).

Ricordiamo, infine, di combattere quotidianamente la sedentarietà praticando una moderata attività fisica e di evitare alcool, fumo, cibi ricchi di grassi e carboidrati, soprattutto zuccheri semplici, o con un elevato indice glicemico, per non “sovraccaricare” il nostro fegato e aiutare, di riflesso, il nostro metabolismo.

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