Il viaggio dei grassi nel nostro corpo

Ti sei mai chiesto, mentre ti godi la cena, che fine faranno i cibi che stai mangiando?
Hai mai pensato che ogni boccone è formato da moltissime sostanze che, in diversi modi, vanno a interagire con il tuo organismo? queste modificano la composizione del tuo sangue e hanno effetti sul tuo corpo e sul tuo metabolismo. Quali effetti? Dipende da cosa e quanto mangi. Pensiamo ai grassi ad esempio. Forse pensi che i grassi che mangi, appena entrati in bocca, corrano verso la tua pancia o i tuoi fianchi? Non è così. Possono arrivare fin là, ma prima compiono un viaggio molto lungo. Facciamolo insieme. 

Dal piatto all'intestino

Ogni volta che mangi dei latticini, uova o pesce, della frutta secca, dell’olio, stai assumendo, tra i vari nutrienti, anche i grassi, o per meglio dire i lipidi.

Cosa succede a quel boccone una volta che la forchetta l’avrà portato alla tua bocca?

Anzitutto il cibo attraverso la masticazione viene sminuzzato. Gli enzimi (particolari proteine) e altre sostanze contenute nella saliva contribuiscono a lavorarlo sempre di più fino a renderlo deglutibile. Una volta arrivato nello stomaco il cibo viene sottoposto ai rimescolamenti tipici di questo organo e alla sua acidità.  Viene così “scomposto” ulteriormente e reso una massa viscosa chiamata chimo. A questo punto il nostro pasto è all’interno dell’intestino, organo chiave per la digestione e l’assorbimento del cibo.

Intestino: una tappa saliente

Qui i vari principi alimentari (proteine, carboidrati, lipidi), che non possono essere assorbiti come tali, vengono metabolizzati in nutrienti, molecole assorbibili che li costituiscono. Le
proteine, ad esempio, vengono spezzettate fino ad ottenere gli amminoacidi, i carboidrati vengono spacchettati in molecole di zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, galattosio) e i lipidi in acidi grassi o colesterolo. 

È come se stessimo smontando una libreria per ottenere, separatamente, tutti gli scaffali da cui è composta. Solo così potremmo farla passare dalla porta e quindi trasferirla dal soggiorno alla camera. Immaginiamo che le proteine, i grassi e i carboidrati siano la libreria; gli amminoacidi, gli zuccheri semplici e gli acidi grassi saranno gli scaffali; la parete intestinale è la porta, il soggiorno l’interno dell’intestino e la camera il nostro sangue.

Questa opera di “scomposizione” fa parte del processo digestivo e viene fatta da vari enzimi che si trovano nell’intestino, specifici per ogni principio alimentare. A questo punto la molecola viene assorbita e passa nel circolo linfatico (se si tratta di acidi grassi e colesterolo) o in
quello ematico (zuccheri, amminoacidi, vitamine, ecc).

Il destino dei grassi

I grassi, o per meglio dire i lipidi, in natura non sono tutti uguali. I più noti sono sicuramente i trigliceridi e il colesterolo. Gli stessi che controlliamo attraverso le analisi del sangue e cerchiamo di mantenere entro limiti precisi. Questi vengono sintetizzati nel nostro organismo ma ne introduciamo anche con l’alimentazione. Ecco perché spesso, quando i valori sono alti, ci viene raccomandato di seguire un’alimentazione con pochi grassi. 

Il trigliceride è una molecola formata da tre acidi grassi legati ad una molecola di glicerolo. Immaginiamoci una sciarpa con tre frange. Come anticipato, questi, per essere assorbiti e quindi andare in circolo, hanno bisogno di essere scomposti nelle molecole da cui sono formati. Le tre frange, cioè, devono essere tagliate dal resto della sciarpa. Ad agire da forbice è un enzima, la lipasi pancreatica (prodotta dal pancreas). Cosa succede però se mettiamo più sciarpe con frange vicine in maniera disordinata? Inevitabilmente le frange si intrecceranno tra loro e non sarà facile intervenire con delle forbici. È quello che succedere ai trigliceridi quando si trovano nell’intestino. Tendono a unirsi ad altri trigliceridi a tal punto che la lipasi non è in grado di operare. Per ovviare a questo problema il nostro organismo sfrutta la bile. Questa arriva all’intestino dal fegato, dove viene prodotta a partire sai da cosa? Dal colesterolo! Curioso che la digestione dei grassi dipenda a sua volta da un lipide, non credi?

La bile rende i trigliceridi meno affini tra loro in modo che si separino e che la lipasi possa fare il suo lavoro.  Ma non finisce qui.

Gli acidi grassi che abbiamo ottenuto avranno un destino diverso in base alla loro lunghezza. Quelli a media e corta catena (ovvero con meno di 14 atomi di carbonio) attraversano la parete intestinale, vanno in circolo e raggiungono subito il fegato. Quelli a lunga catena (con almeno 14 atomi di carbonio), invece, entrano nelle cellule intestinali (enterociti).

Qui vengono legati di nuovo ad una molecola di glicerolo. A sua volta questi trigliceridi “ricostituiti” si uniscono a delle particolari proteine e al colesterolo (anche il suo processo di digestione prevede il passaggio dall’intestino agli enterociti). La struttura che si forma prende il nome di chilomicrone. Viene riversato prima nel circolo linfatico e poi nel circolo ematico svolgendo così la sua funzione di trasporto di acidi grassi e colesterolo nei vari distretti dell’organismo. Una volta raggiunto il sangue, i lipidi danno origine al picco lipemico, ovvero la concentrazione dei vari lipidi presenti nel sangue dopo ogni pasto. Nel picco lipemico rientrano non sono i lipidi derivanti dall’alimentazione, ma anche quelli sintetizzati dall’organismo.

Trigliceridi al lavoro

Viaggiando nei vasi sanguigni i chilomicroni raggiungono i nostri tessuti, in particolare il tessuto adiposo e il muscolo. Qui sono di nuovo “vittime” delle lipasi che procedono come sempre a dividere gli acidi grassi dal glicerolo. Queste molecole vengono, così, utilizzate dalle cellule di questi tessuti. Il glicerolo viene utilizzato per sintetizzare glucosio, mentre gli acidi grassi vengono usati dalle cellule per produrre energia e altre molecole, oppure si depositano nel tessuto adiposo. L’accumulo di grasso non è da demonizzare! Rappresenta una delle nostre riserve da utilizzare in caso di necessità, l’importante è non esagerare.  

Destinazione: fegato

I chilomicroni hanno lasciato a destinazione i trigliceridi ma sono ancora carichi di colesterolo. Viaggiano quindi verso il fegato che li accoglierà e si occuperà del metabolismo del colesterolo. Il fegato ha un ruolo molto importante nel mantenimento dei giusti livelli di colesterolo. Tutte le cellule sono in grado di sintetizzare il colesterolo, ma solo il fegato può eliminarlo, gestire le richieste da parte di tutto l’organismo e anche un eventuale eccesso.

Viaggiare sì, ma con prudenza

Ciò che abbiamo visto è il viaggio che fanno i lipidi dal nostro piatto fino alle nostre cellule, dove vengono utilizzati o accumulati come riserva. Questo viaggio è fondamentale, soprattutto quando ci permette di introdurre e far arrivare alle nostre cellule grassi che possiamo
assumere solo con l’alimentazione. Infatti i lipidi, soprattutto alcuni, svolgono ruoli molto importanti, per questo non dobbiamo eliminarli dalla nostra alimentazione. Non solo, anche l’accumulo, entro certi limiti, è necessario all’organismo. Fare diete drastiche senza grassi non è sano per il nostro corpo. L’importante sarà scegliere quelli giusti e consumarli nella giusta quantità.

Quello che dobbiamo evitare, infatti, è l’eccesso.

 

Conoscere l’entità della massa grassa corporea, è importante per la salute di ognuno di noi.

Impara a conoscere il tuo grasso grazie ai test relativi agli Indici di Adiposità!

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