Quali sono le malattie metaboliche?

Per “metabolismo” si intende l’insieme delle reazioni vitali che avvengono nelle cellule del nostro organismo e che sono funzionali al suo stato di salute. Queste si coordinano tra loro e, come tanti piccoli ingranaggi, giorno dopo giorno garantiscono il succedersi delle nostre normali funzioni vitali.

Come in ogni macchina, anche nella più perfetta, vi possono essere però dei difetti. Per questo si possono sviluppare quelle che sono comunemente definite “malattie metaboliche” o “alterazioni metaboliche”: di che cosa si tratta?

Partiamo dal metabolismo…

La parola “metabolismo” viene dal greco e significa “mutazione, cambiamento”. Alla base del metabolismo, infatti, vi è l’insieme delle trasformazioni chimiche (e dunque dei cambiamenti) che avvengono nel nostro organismo e che ci permettono di sopravvivere, crescere, riprodurci e rispondere alle sollecitazioni dell’ambiente circostante.

Per fare questo, le reazioni metaboliche seguono due vie differenti:

  • Il catabolismo, cioè l’insieme di reazioni che ha come esito finale la disgregazione della materia organica di partenza e la produzione di energia (come la glicolisi, il processo che produce energia a partire dal glucosio e dalle molecole zuccherine)
  • L’anabolismo, che invece richiede energia per la costruzione e l’assemblaggio della materia organica (ad esempio, l’assemblaggio di diversi aminoacidi per l’ottenimento di una proteina)

Si tratta di processi essenziali per la vita, che si alternano tra loro per garantire il corretto funzionamento dell’organismo, costituendo delle vere e proprie “vie metaboliche” che da una molecola di partenza, passando per diverse trasformazioni, portano ad una diversa sostanza finale.

Questi passaggi sono possibili anche grazie a delle strutture di natura proteica che prendono il nome di “enzimi”, dei veri e propri catalizzatori che aumentano la velocità delle reazioni metaboliche

… e conosciamo meglio le malattie metaboliche: quali sono? Sono tutte uguali?

Parlando di “via metabolica”, abbiamo spiegato che è quell’insieme di trasformazioni che, attraverso una sequenza di reazioni biochimiche, agisce o sui nutrienti o su molecole già presenti nel nostro organismo, per renderli utilizzabili o per regolarne l’accumulo. Ma a cosa serve una via metabolica? In generale, può avere lo scopo di produrre sostanze essenziali per il nostro organismo oppure di favorire l’eliminazione di eventuali composti tossici o di scarto. Sicuramente, è fondamentale per la produzione di energia all’interno delle nostre cellule e, per fare questo, richiede il coinvolgimento di numerosi enzimi.

Detto questo, è evidente che l’interruzione o l’alterazione di una via metabolica può avere conseguenze più o meno serie per il nostro organismo e portare allo sviluppo di quelle che comunemente sono definite “malattie metaboliche”. 

Una malattia metabolica può essere causata sia dal mancato funzionamento di un enzima (per una sua modifica strutturale o funzionale o a causa di alterazioni del suo cofattore, molecola funzionale all’attività enzimatica), ma può anche essere correlata a difetti nei meccanismi di trasporto cellulare, con conseguenze come:

  • L’accumulo di composti che l’enzima “difettoso” non riesce più a processare;
  • l’assenza o scarsità dei prodotti finali della via metabolica, che a sua volta può condurre a un difetto nella produzione di energia o di ulteriori molecole essenziali per l’organismo;
  • l’attivazione da parte dell’organismo di vie metaboliche alternative, con possibile produzione di molecole diverse da quelle che sono normalmente presenti nel corpo umano e, a volte, nocive per lo stesso.

Riassumendo, una malattia metabolica può essere, perciò, dovuta alla tossicità di sostanze intermedie che si accumulano, alla mancanza di una molecola importante per l’organismo che non viene prodotta o alla carenza di energia. Questi quadri possono comparire isolati o coesistere, in quest’ultimo caso compromettendo più organi o apparati.

Ma quindi le malattie metaboliche sono tutte uguali? Non proprio. Si possono, infatti, distinguere due gruppi di malattie metaboliche: quelle congenite, cioè si presentano già alla nascita e sono dovute a difetti genetici ereditari, e quelle multifattoriali, che si sviluppano oltre che per predisposizione genetica anche per fattori ambientali, quali lo stress, l’alimentazione, lo stile di vita, ecc. Conosciamole meglio.

Le malattie metaboliche ereditarie

Le malattie metaboliche ereditarie sono caratterizzate da errori congeniti del metabolismo e sono delle malattie genetiche: alla base del difetto metabolico vi è sempre un difetto genico, cioè una mutazione del nostro DNA, che è responsabile della mancata produzione di un enzima, del suo cofattore o di una loro produzione in una forma non funzionale.

Perciò, in presenza di queste malattie si possono osservare alterazioni dei processi biochimici che consentono alle nostre cellule di utilizzare e scomporre sostanze o nutrienti (come i carboidrati, le proteine e i grassi) in composti più semplici per ricavarne energia.

Esistono centinaia di disturbi metabolici ereditari differenti tra loro, che si distinguono per gravità, esordio (in alcuni casi non si manifestano subito alla nascita, ma con il trascorrere del tempo) e prognosi.

Un esempio di questi rari disturbi è la fenilchetonuria, la più comune malattia ereditaria del metabolismo degli aminoacidi. È dovuta a una mutazione del gene che è responsabile della produzione della fenilalanina idrossilasi, un enzima epatico essenziale per il metabolismo dell’aminoacido fenilalanina. Questa mutazione genetica provoca una riduzione della produzione di fenilalanina idrossilasi, che non riesce più a metabolizzare la fenilalanina introdotta con l’alimentazione: ne consegue un aumento della concentrazione di questo aminoacido nel sangue, con effetti tossici per il cervello. Se non trattata, infatti, questa condizione può compromettere il normale sviluppo del sistema nervoso centrale e portare a ritardi, disturbi dell’apprendimento oltre che disabilità fisiche.

In Italia, la fenilchetonuria è una delle tre malattie metaboliche ereditarie (oltre a fibrosi cistica e ipotiroidismo congenito) identificabili alla nascita attraverso lo screening neonatale obbligatorio. Attraverso lo screening neonatale esteso, previsto solo in alcune Regioni, invece, si possono diagnosticare più di 40 malattie metaboliche ereditarie, non solo correlate al metabolismo degli aminoacidi.

Le malattie (dis)metaboliche

Le malattie metaboliche ereditarie sono caratterizzate da errori congeniti del metabolismo e sono delle malattie genetiche: alla base del difetto metabolico vi è sempre un difetto genico, cioè una mutazione del nostro DNA, che è responsabile della mancata produzione di un enzima, del suo cofattore o di una loro produzione in una forma non funzionale.

Perciò, in presenza di queste malattie si possono osservare alterazioni dei processi biochimici che consentono alle nostre cellule di utilizzare e scomporre sostanze o nutrienti (come i carboidrati, le proteine e i grassi) in composti più semplici per ricavarne energia.

Esistono centinaia di disturbi metabolici ereditari differenti tra loro, che si distinguono per gravità, esordio (in alcuni casi non si manifestano subito alla nascita, ma con il trascorrere del tempo) e prognosi.

Un esempio di questi rari disturbi è la fenilchetonuria, la più comune malattia ereditaria del metabolismo degli aminoacidi. È dovuta a una mutazione del gene che è responsabile della produzione della fenilalanina idrossilasi, un enzima epatico essenziale per il metabolismo dell’aminoacido fenilalanina. Questa mutazione genetica provoca una riduzione della produzione di fenilalanina idrossilasi, che non riesce più a metabolizzare la fenilalanina introdotta con l’alimentazione: ne consegue un aumento della concentrazione di questo aminoacido nel sangue, con effetti tossici per il cervello. Se non trattata, infatti, questa condizione può compromettere il normale sviluppo del sistema nervoso centrale e portare a ritardi, disturbi dell’apprendimento oltre che disabilità fisiche.

In Italia, la fenilchetonuria è una delle tre malattie metaboliche ereditarie (oltre a fibrosi cistica e ipotiroidismo congenito) identificabili alla nascita attraverso lo screening neonatale obbligatorio. Attraverso lo screening neonatale esteso, previsto solo in alcune Regioni, invece si possono diagnosticare più di 40 malattie metaboliche ereditarie, non solo correlate al metabolismo degli aminoacidi.

A questo punto potremmo, però, chiederci: ma allora diabete, ipercolesterolemia o obesità non si possono definire malattie metaboliche?

Effettivamente, sentendo parlare di queste condizioni, molto spesso si pensa ad alterazioni del metabolismo: quante volte abbiamo detto o sentito dire “ho il metabolismo bloccato”, quando quei chili di troppo non se ne vogliono andare?

Ed è proprio così: diabete, ipercolesterolemia, obesità ecc. sono, per la precisione, malattie “dis”metaboliche, perché innescate da un’alterazione del metabolismo dei nutrienti (carboidrati, proteine e grassi). Queste sono suddivise in:

  • malattie del metabolismo dei grassi, ad esempio ipercolesterolemie o ipertrigliceridemia
  • malattie del metabolismo degli zuccheri, come iperglicemia o diabete
  • malattie del metabolismo degli acidi urici, come la gotta

Sovrappeso e obesità sono comprese in questo gruppo in quanto correlate a un eccesso alimentare.

Si tratta di disturbi cronici, la cui diagnosi è fondamentale proprio perché la loro evoluzione progressiva nel tempo costituisce un fattore di rischio per l’apparato cardiovascolare. Apposite visite specialistiche sono, pertanto, utili per delineare il quadro metabolico della persona, sia dal punto di vista della sua storia clinica e familiare che attraverso esami del sangue appropriati.

Le malattie (dis)metaboliche sono generalmente patologie “multifattoriali”, cioè causate da diversi fattori: possono essere sì favorite da una particolare predisposizione genetica, ma il principale responsabile della loro comparsa è lo stile di vita della persona. Non a caso diabete, sindrome metabolica e così via sono disturbi cronici tipici dell’età moderna, strettamente correlati ai nostri comportamenti e alle nostre abitudini alimentari.

Stile di vita & malattie metaboliche

La crescita dell’aspettativa di vita nell’ultimo secolo, la maggiore disponibilità di cibo e la riduzione dell’attività fisica nei Paesi più sviluppati hanno portato allo sviluppo di patologie metaboliche croniche nella popolazione generale.

Un miglioramento delle condizioni di vita a livello globale ha, infatti, portato a radicali cambiamenti nello stile di vita delle persone. Basti pensare all’enorme disponibilità di cibi pronti, più o meno elaborati, o di dolciumi e snacks che ogni giorno possiamo trovare sugli scaffali del supermercato e che, molto spesso, arricchiscono i nostri pasti.

Allo stesso tempo, a questa varietà alimentare si è contrapposta una maggiore sedentarietà della popolazione generale. 

Non dimentichiamo però che il nostro stile di vita influenza il nostro profilo metabolico! Partendo proprio dall’alimentazione, la composizione di ciò che tutti i giorni portiamo sulle nostre tavole può rappresentare un fattore di rischio metabolico.

Alcuni cibi possono favorire, infatti, l’iperglicemia (cioè l’aumento della quantità di zuccheri presenti nel nostro sangue), la lipogenesi (ovvero la sintesi dei grassi), oltre che lo stress radicalico e processi di infiammazione che nel tempo possono portare allinsulino-resistenza, a sua volta responsabile di obesità e alterazioni del metabolismo. Tutto questo può sfociare nella sindrome metabolica.

Stili di vita appropriati “fanno” prevenzione

La sindrome metabolica, tra le più diffuse malattie (dis)metaboliche, è una condizione strettamente correlata a insulino-resistenza e obesità.

La circonferenza addominale elevata è un campanello d’allarme importante per la sindrome metabolica,  forse il primo che si manifesta o comunque quello più facilmente evidenziabile. Insieme a questo parametro è poi necessario valutare i livelli della pressione sanguigna e di altri parametri ematici, quali glicemia, trigliceridemia e colesterolemia.

La Sindrome Metabolica è una condizione complessa, in cui la componente comportamentale e i condizionamenti ambientali svolgono un ruolo importante, per questo come tutte le malattie (dis)metaboliche trova alleati fedeli in una costante attività fisica e in una alimentazione salutare.

Uno stile di vita corretto è alla base dell’approccio terapeutico alla sindrome metabolica, e non solo.

Il dottor Pier Luigi Rossi e la dottoressa Grazia Ferrara hanno un invito per te!

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