Insalata di pollo light

Insalata di pollo light

Un'idea di Augusta Iezzi

Ingredienti

  • Petto di pollo
  • Insalata fresca
  • Pomodorini
  • Grana a cubetti
  • Semi di zucca
  • Mandorle
  • Olio EVO
  • Sale
  • Pepe
  • Glassa all’aceto balsamico

Ingredienti

  • Petto di pollo
  • Insalata fresca
  • Pomodorini
  • Grana a cubetti
  • Semi di zucca
  • Mandorle
  • Olio EVO
  • Sale
  • Pepe
  • Glassa all’aceto balsamico

Procedimento:

  • Cuocere innanzitutto il petto di pollo e tagliarlo a strisce sottili, tagliate a pezzetti insalata e pomodorini dopo averli accuratamente lavati.
  • In seguito, unite il pollo all’ insalata e ai pomodorini, aggiungete i cubetti di grana, le mandorle e alcuni semi di zucca.
  • Mettete un pizzico di sale, un po’ di olio e aceto balsamico a vostro piacimento.
  • Potete sbizzarrirvi ad aggiungere altri ingredienti (purché siano light!) per rendere ancora più gustosa la vostra insalata!

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AUGUSTA IEZZI

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Quinoa Tricolore

Quinoa Tricolore

Un'idea di Francesca Barbieri | Fraintesa

Ingredienti

per 2 persone

  • 150 g quinoa (io ho usato quella tricolore)
  • 50 g mandorle pelate
  • 4/5 pomodori secchi circa
  • 100 g Rucola
  • 150 ml di Olio evo
  • Sale
  • (Facoltativo: 50 gr parmigiano reggiano)
  • (Facoltativo: 2 peperoni cruschi)

Ingredienti

per 2 persone

  • 150 g quinoa (io ho usato quella tricolore)
  • 50 g mandorle pelate
  • 4/5 pomodori secchi circa
  • 100 g Rucola
  • 150 ml di Olio evo
  • Sale
  • (Facoltativo: 50 gr parmigiano reggiano)
  • (Facoltativo: 2 peperoni cruschi)

Procedimento:

  • In una pentola di acqua bollente salata mettete a cuocere la quinoa (impiega circa 12 minuti) e nel frattempo preparate il pesto.
  • In un mixer mettete 50 ml di olio EVO, insieme alle mandorle (tutte tranne 2/3) e tritate tutto fino a ottenere la consistenza di una crema.
  • Aggiungete poi la rucola e il restante olio (e il parmigiano se volete usarlo) e continuate a frullare fino a ottenere un pesto cremoso.
  • Assaggiatelo, salate e tenetelo da parte.
  • Intanto in un tagliere sminuzzate le 2/3 mandorle tenute da parte, i pomodori secchi e i peperoni cruschi.
  • Quando la quinoa è pronta, scolatela e condite la con il pesto, poi impiattate.
  • Infine aggiungete gli ingredienti che avete sminuzzato. Buon appetito!

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Cornetti a basso IG

Cornetti a basso IG

Un'idea di Marta Nicolini

Guarda il video della preparazione:

Ingredienti

  • 580gr farina integrale
  • 40ml olio di semi
  • 80gr zucchero di cocco
  • 15gr dolcificante ipocalorico
  • 5gr sale
  • 300ml latte
  • 6gr lievito di birra
  • Vaniglia
  • Scorza d’arancia

Ingredienti

  • 580gr farina integrale
  • 40ml olio di semi
  • 80gr zucchero di cocco
  • 15gr dolcificante ipocalorico
  • 5gr sale
  • 300ml latte
  • 6gr lievito di birra
  • Vaniglia
  • Scorza d’arancia

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MARTA NICOLINI

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Rafforzare le difese immunitarie con l’alimentazione? Si può!

Il sistema immunitario è rappresentato da una squadra di cellule e organi che, uniti tra di loro, ci difendono dai pericoli con i quali possiamo entrare in contatto (virus, batteri, ecc). Perché questo sistema lavori correttamente, però, è necessario prendersene cura e mantenerlo in salute. Da cosa dipende lo stato di salute del nostro sistema immunitario? Come possiamo rafforzarlo? Risponderemo a queste domande ma prima consociamolo meglio.

Dove si trova il sistema immunitario?

Se parliamo di cuore, polmoni, fegato, stomaco o intestino, sappiamo localizzarli abbastanza precisamente all’interno del nostro corpo. Ma il sistema immunitario dove si trova?

Il sistema immunitario è presente in tutto il nostro organismo. Ne fanno parte molti organi come il midollo osseo, la milza, le tonsille, i linfonodi, l’appendice, ma anche il MALT (tessuto linfoide associato a mucosa), oltre che molte cellule che viaggiano nel sangue, come i globuli bianchi.

Un'organizzazione complessa per realizzare la difesa di tutto l'organismo

Tutti i componenti del sistema immunitario comunicano tra loro. L’attivazione di uno influenza inevitabilmente tutti gli altri. In particolar modo questo è vero per il MALT, un tessuto composto da cellule deputate alla difesa, i linfociti.

MALT: perché è così importate?

Questo tessuto si trova a livello delle mucose delle vie aeree, del tratto gastro-intestinale, ma anche della pelle e del tratto uro-genitale. È praticamente sparso in tutto il corpo. Del MALT fanno parte tessuti come il BALT, tessuto linfoide associato alle vie aeree, il VALT, tessuto linfoide associato ai vasi, e il GALT, tessuto linfoide associato all’intestino. Ognuno di loro si attiva quando un agente estraneo come un virus o un batterio entra in contatto con l’organo o il tratto che ricade “sotto la loro protezione”. Se, ad esempio, mangiamo qualcosa di contaminato ad attivarsi sarà il GALT (localizzato nell’intestino). La condizione di pericolo, però, verrà trasmessa a tutto il resto del sistema immunitario, che quindi si attiverà, e, in generale, a tutti gli organi. In questo modo anche gli altri distretti lontani dall’intestino saranno attivati alla difesa e pronti ad intervenire qualora sia necessario.

Il sistema immunitario nell’intestino​

Il sistema immunitario a livello intestinale è sicuramente rappresentato in maniera importante dal GALT, ma c’è molto di più. Nell’intestino, infatti, risiede circa il 70-80% delle cellule di tutto il sistema immunitario. Se ci pensiamo bene, oltre alla pelle, l’intestino è la superfice più estesa del nostro corpo a contatto con l’esterno (tramite la bocca e l’ano). Proprio per questo motivo è importate che sia dotato di tutti i mezzi utili a difendersi e difenderci da agenti esterni.

Un altro alleato del nostro organismo è il microbiota (flora batterica), l’insieme dei batteri che risiede nell’intestino. Questi batteri ricambiano la nostra ospitalità in maniera impeccabile. Tra i ruoli svolti dal microbiota, infatti, c’è sicuramente quello di difesa dai batteri “cattivi” (competendo con essi evita che colonizzino l’intestino), ma si occupa anche di sintetizzare sostanze fondamentali per la nostra salute come la vitamina K e gli acidi grassi a corta catena. Questi particolari acidi grassi vengono formati dai batteri a partire dalla fibra alimentare e hanno un’importante attività antinfiammatoria e immunitaria.

Come rafforzare il sistema immunitario?

L’intestino ha sicuramente un ruolo chiave nelle difese immunitarie. Studi evidenziano sempre di più come questo organo sia in grado di condizionare tutto il nostro organismo e come al suo benessere sia legata la salute di altri organi.

Prendendoci cura del nostro intestino e del nostro microbiota potremmo rafforzare tutto il sistema immunitario e tenere alte le difese cosicché siano pronte a mettersi in gioco per noi.

Da dove iniziare? Sicuramente da qualcosa di molto familiare all’intestino: il cibo.

L’alimentazione, infatti, condiziona fortemente il nostro stato di salute e può svolgere un importante ruolo di sostegno per le difese immunitarie.

Cosa mangiare per rafforzare le difese?

Sicuramente frutta e verdura. Come anticipato il microbiota produce sostanze di sostegno al sistema immunitario a partire dalla fibra alimentare, normalmente contenuta in frutta e verdura. Ma non solo. Il sistema immunitario si avvale di diversi tipi di “carburante”, vediamo quali.

  • ZINCO: è un minerale fondamentale per il sistema immunitario. Se è presente nel nostro organismo nelle giuste quantità ci protegge dalle malattie da raffreddamento e da altri disturbi delle vie respiratorie. Per integrarlo possiamo mangiare carne, pesce, uova, cereali integrali, legumi ma anche frutta secca come pinoli, mandorle e noci.
  • MAGNESIO: è coinvolto in molte reazioni che avvengono ogni giorno, anzi ogni minuto, nel nostro organismo, basti pensare che permette la trasmissione dell’impulso nervoso e la contrazione del cuore. Tra i ruoli di grande importanza che svolge c’è anche quello di modulare la risposta immunitaria. Per introdurlo nel nostro organismo mettiamo in tavola mandorle, semi di zucca, riso integrale e legumi.
  • VITAMINA C: rafforza le difese immunitarie e abbrevia le sindromi influenzali ma ha anche una importante attività antiossidante. Si trova in arance, kiwi, mirtilli, peperoncino, broccoli, ecc. Questa vitamina è tanto “potente” quanto delicata. I cibi che la contengono, infatti, devono essere mangiati freschi (entro pochi giorni dall’acquisto) e, poiché viene persa quasi totalmente con il calore, si raccomanda la cottura a vapore. Sicuramente una buona dose giornaliera di vitamina C (80 mg, pari a circa due arance) ci aiuta, ma fare scorpacciate è inutile. Solo una quantità di vitamina assunta viene effettivamente assorbita e va in circolo, il resto viene eliminato tramite urine e feci.
  • ACIDO FOLICO (Vit B9): contenuto in legumi, insalata, cavolo nero e spinaci, favorisce la formazione dei globuli bianchi.
  • VITAMINA D: oltre ad avere un ruolo chiave nella salute ossea, è anche in grado di promuovere la risposta immunitaria quando necessario. Se ne raccomanda, a tutte le età, una dose di 30 minuti al giorno. Sì, avete letto bene. L’assunzione di vitamina D può avvenire, per così dire, più per via “cutanea” che per via orale. Questo perché almeno l’80% della vitamina D che si ritrova nell’organismo viene prodotta nel fegato e nei reni tramite reazioni di sintesi che risentono dell’esposizione al sole. Che sia affacciati alla finestra, in balcone, in giardino o in spiaggia, per “assumere” vitamina D basta stare ogni giorno almeno mezz’ora al sole (soprattutto con viso e gambe). Negli alimenti, invece, è possibile assumere vitamina D dall’olio di fegato di merluzzo, da pesci grassi come le arringhe e il tonno e anche nel tuorlo dell’uovo. L’integrazione tramite prodotti farmaceutici è possibile ma solo dopo esami specifici e consulto medico.
  • OMEGA-3 (acidi grassi polinsaturi): modulano la risposta immunitaria e infiammatoria. Per assumerli non ci facciamo mai mancare pesce azzurro, alici, sarde ma anche noci e semi di chia. Questi ultimi due alimenti, in particolare, contengono l’acido alfa linoleico, una molecola dalla quale si ottengono gli acidi grassi polinsaturi omega 3.
  • FERRO: ha un ruolo fondamentale per la nostra salute, infatti consente il corretto funzionamento dei globuli rossi. Si assume mangiando carne ma è presente anche nei vegetali quali legumi, cavolo e frutta secca.
  • PREBIOTICI E PROBIOTICI: pensando al benessere del microbiota ricordiamoci anche di assumere alimenti che ci aiutino a sostenere, nutrire e supportare i nostri batteri alleati. Nella lista della spesa, quindi, potremmo anche inserire alimenti quali yogurt e kefir

In sintesi, quindi cosa dovremmo mangiare per stare in salute e sostenere le nostre difese?
Tutto!

Cereali, legumi, carne, pesce, verdura, frutta fresca, frutta secca e lattici. 
L’importante sarà bilanciare bene e mangiare cibi di buona qualità.

1+

Granola in padella senza zucchero

Granola in padella senza zucchero

con cioccolato fondente extra, frutti rossi, mela e kefir

Un'idea di Rossella Venezia | Vaniglia Cooking

Guarda il video della preparazione:

Ingredienti

(8-10 porzioni)
  • 1 banana media
  • 125 g di fiocchi d’avena
  • 25 g di farro soffiato
  • 2 cucchiai di succo d’arancia
  • 1 cucchiaio di olio di semi (se non usate una padella antiaderente)
  • 50 g di nocciole tostate
  • 50 g di cioccolato fondente extra (min 75% cacao) per servire
  • frutti rossi (more, mirtilli, lamponi, fragole)
  • 2 piccole mele + succo di limone
  • kefir (latte fermentato), o yogurt per servire

Ingredienti

(8-10 porzioni)
  • 300 g farina integrale
  • 60 g zucchero
  • 1 cucchiaino lievito per dolci
  • Scorza grattugiata di mezzo limone
  • 80 g olio di semi di girasole
  • 1 uovo
  • 250 g ricotta
  • 20 g zucchero
  • 150 g fragole

Procedimento:

  • Schiacciate molto bene la banana con una forchetta e aggiungete 2 cucchiai di succo di arancia per amalgamare.

  • Aggiungete l’avena ed il farro e mescolate molto bene, fino a che i cereali non sono tutti conditi in modo omogeneo.

  • Trasferite in un’ampia padella antiaderente, o un wok, oppure in una casseruola in cui avrete fatto scaldare un cucchiaio di olio di semi, e fate tostare e asciugare bene, mescolando continuamente, a fuoco dolcissimo e per 20 minuti, o fino a che i cereali non fanno una sorta di rumore sul fondo (tipo sassolini).

  • Nel frattempo tagliate grossolanamente al coltello le nocciole e unitele ai cereali verso fine tostatura.

  • Tagliate al coltello anche il cioccolato fondente e tenete da parte.

  • Lasciate freddare bene la granola in padella senza zucchero una volta pronta e tolta dal fuoco, aggiungete il cioccolato solo quando è ben fredda e conservate in un contenitore a chiusura ermetica.

  • Servite con frutti rossi, qualche fettina sottile di mela acidulata con qualche goccia di succo di limone, e un paio di cucchiai di kefir, e una buonissima e dolcemente naturale colazione a tutti!

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rossella venezia

Vaniglia Cooking

7-Venezia-Rossella-vaniglia-cooking

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8+

Pollo ai profumi mediterranei

Pollo ai profumi mediterranei

Un'idea di Lidia Mattiazzi | Latte e Grappa

Guarda il video della preparazione:

Ingredienti

  • 5/6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 3 spicchi di aglio
  • 1 porro piccolo (o mezzo se grande)
  • 1 limone
  • 8 pezzi di pollo (cosce e sovracosce)
  • origano secco
  • sale e pepe macinato fresco
  • salvia, qualche foglia
  • finocchietto selvatico fresco
  • 10/15 capperi dissalati
  • 10/15 olive taggiasche denocciolate
  • 1 tazzina di vino bianco secco
  • 250 g di riso basmati integrale
  • 1 broccolo a cimette

Ingredienti

  • 5/6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 3 spicchi di aglio
  • 1 porro piccolo (o mezzo se grande)
  • 1 limone
  • 8 pezzi di pollo (cosce e sovracosce)
  • origano secco
  • sale e pepe macinato fresco
  • salvia, qualche foglia
  • finocchietto selvatico fresco
  • 10/15 capperi dissalati
  • 10/15 olive taggiasche denocciolate
  • 1 tazzina di vino bianco secco
  • 250 g di riso basmati integrale
  • 1 broccolo a cimette

Procedimento:

  • In una pirofila da forno poni l’aglio, il porro finemente affettato, mezzo limone tagliato in 4 parti e l’olio.
  • Prendi i pezzi di pollo e condiscili con origano, sale e pepe, massaggiando un po’, poi adagiali nella pirofila.
  • Aggiungi qualche foglia di salvia, del finocchietto selvatico, i capperi e le olive e bagna con poco vino bianco secco.
  • Inforna a 180/190° per circa 1 ora, controllando che il pollo sia cotto bene all’interno prima di sfornare (passa una lama vicino all’osso, la carne dovrà essere bianca senza tracce di sangue altrimenti prolunga un pò la cottura)
  • Nel frattempo lessa il riso e cuoci a vapore il broccolo, diviso in cimette di piccole dimensioni.
  • Servi il pollo col riso e col broccolo, spruzzandoci sopra il succo del mezzo limone rimanente.

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LIDIA MATTIAZZI

Latte e Grappa

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6+

Pancakes integrali con zucchine e ricotta

Pancakes integrali

con zucchine e ricotta

Un'idea di Giorgia di Sabatino | Cook the look

Guarda il video della preparazione:

Ingredienti

  • 100 g di farina integrale

  • 200 ml di acqua

  • 2 zucchine

  • 1 cucchiaino di bicarbonato

  • 200 g di ricotta

  • sale

  • olio evo

  • pinoli

  • prezzemolo

  • limone

Ingredienti

  • 1 arancia NAVEL (200 g)
  • 3 mele AMBROSIA (400 g)
  • 50 ml di succo di mela
  • 300 g di ricotta vaccina
  • 80 g di farina di mandorle
  • 50 g di quinoa già cotta
  • 50 g di amido di mais
  • 12 g di lievito
  • 3 uova medie
  • mandorle
  • farina di cocco finissima

Procedimento:

  • Per preparare pastella per i pancake mescolate la farina con il bicarbonato e poi con l’acqua
  • Aggiungete un pizzico di sale e del prezzemolo e cuocete su una padella antiaderente leggermente unta.
  • Una volta pronti, impilateli uno sull’altro per mantenerli umidi e caldi.
  • Farciteli con la ricotta profumata con la scorza di limone grattugiata e le zucchine tagliate a fette sottili in sezione lunga e scottate in padella con olio e prezzemolo.

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GIORGIA DI SABATINO

Cook the look

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Glicemia & Sistema Immunitario: che relazione c’è?

Il sistema immunitario è uno straordinario strumento di difesa del nostro organismo contro l’attacco di agenti esterni (es. virus, batteri, ecc.) potenzialmente pericolosi. Deve agire rapidamente: in poco tempo innesca una produzione su larga scala di cellule e molecole proteiche necessarie alle funzioni di difesa, che richiede una buona dose di energia. Persino un piccolo difetto nell’azione del sistema immunitario può comprometterne l’efficacia: ad esempio, è possibile che il “carburante” cellulare, il glucosio, non sia adeguatamente disponibile, alterando così la risposta immunitaria.  

Il nostro sistema immunitario è, di conseguenza, influenzato dai valori della nostra glicemia.

Il nostro baluardo di difesa: il sistema immunitario

Il compito del sistema immunitario è riconoscere potenziali pericoli, come microrganismi o agenti nocivi, e proteggerci da questi. Per farlo, è in grado di distinguere ciò che è estraneo al nostro organismo (“non self”) da quello che invece lo costituisce (“self”); riesce anche a identificare il tipo di minaccia (agenti irritanti, virus, batteri, funghi o parassiti), mettendo di volta in volta in atto una risposta specifica.

La sua funzione è essenziale per la nostra sopravvivenza, per cui questo sistema si avvale di molteplici meccanismi di difesa, che interagiscono l’uno con l’altro, ed è caratterizzato da un elevato grado di complessità sia strutturale che funzionale.

Molti sono gli organi che fanno parte del sistema immunitario (es. linfonoidi, milza, midollo osseo, ecc.), così come le cellule ed i mediatori chimici responsabili delle sue azioni.

In particolare, il sistema immunitario agisce grazie a due diverse strategie di difesa: l’immunità innata e l’immunità adattativa.

Due diverse strategie: immunità innata e adattativa

L’immunità innata è la forma più antica di difesa che ha il nostro organismo. Si attiva in prima linea quando un patogeno o un agente irritante entra in contatto con l’organismo, agendo contro l’”invasore” in modo aspecifico: riconosce cioè il pericolo e predispone un primo attacco senza identificare il tipo di minaccia. Le “armi” dell’immunità innata sono, infatti, aspecifiche e possono essere di tipo fisico (come le barriere costituite dalle mucose) o di tipo chimico (come sostanze chimiche o componenti cellulari).

Generalmente, questo tipo di risposta è sufficiente a contrastare le quotidiane invasioni che l’organismo subisce da parte di microrganismi o sostanze esterne irritanti. Quando però l’immunità innata non riesce a contenere il pericolo da sola, allora predispone l’attivazione della risposta immunitaria adattativa.

Quest’ultima interviene in seconda battuta con una risposta specifica per ciascun microrganismo o agente irritante. Si distingue in:

  • Immunità umorale, mediata dai linfociti B che, riconosciuto l’antigene (molecola esterna all’organismo in grado di attivare il sistema immunitario), inducono la secrezione di anticorpi;
  • Immunità cellulo-mediata, i cui protagonisti sono i linfociti T, che attaccano direttamente l’invasore.

I linfociti: chi sono?

I linfociti sono cellule del sangue che appartengono alla grande famiglia dei globuli bianchi, specializzati nel difendere l’organismo da attacchi esterni o interni, e vengono prodotti a livello di timo, midollo osseo, linfonodi e milza. Rappresentano il cuore pulsante dell’immunità acquisita: ogni linfocita è programmato per riconoscere un particolare virus o batterio ed è in grado di attivare una risposta difensiva specifica.

I linfociti, come anticipato, si suddividono in:

  • Linfociti B, che, se stimolati, sono in grado di produrre gli anticorpi
  • Linfociti T, che riconoscono selettivamente l’agente aggressivo o patogeno, promuovendone l’eliminazione.

I linfociti T, in particolare, sono in grado di distinguere i virus dai batteri: durante il periodo invernale per esempio, quando sono più frequenti le infezioni virali (es. influenza, raffreddore, ecc.), è di fondamentale importanza che i linfociti agiscano adeguatamente.

Stimolati dall’ingresso del virus, i linfociti T devono moltiplicarsi rapidamente, differenziarsi nelle loro distinte forme e funzioni, per difendere così il nostro corpo.

Il metabolismo del glucosio: il “carburante” dei linfociti

La letteratura scientifica negli ultimi anni ha chiarito che la chiave della rapida replicazione dei linfociti durante una risposta immunitaria è nel loro metabolismo, in particolare in quello del glucosio.

Questo zucchero sembra essere infatti fondamentale per la sopravvivenza, per la crescita e l’attivazione di queste cellule, oltre che per la produzione di citochine (mediatori dell’infiammazione).

Quando i linfociti sono a riposo, non hanno bisogno di molta energia. Quando però vengono attivati, il loro metabolismo cambia per fornire supporto energetico adeguato a favorire la rapida crescita e proliferazione di queste cellule: proprio il glucosio rappresenta una risorsa energetica prontamente disponibile! Da questo zucchero, i linfociti possono ricavare l’ATP (la molecola energetica del nostro organismo) ed altri nutrienti, come acidi nucleici o lipidi, fondamentali per costituire il materiale genetico e le membrane delle nuove cellule.

È evidente, quindi, l’importanza dello stato nutrizionale dei linfociti: un alterato metabolismo glucidico corrisponde ad una ridotta capacità del sistema immunitario di rispondere prontamente ad un attacco esterno!

Il sistema immunitario ne risulta indebolito, meno reattivo, come in caso di diabete o insulino-resistenza: in queste condizioni caratterizzate da una glicemia alterata, il glucosio circola in abbondanza nel sangue ma non entra adeguatamente nelle cellule, come nel caso dei linfociti, che di conseguenza non ne hanno a sufficienza per il proprio metabolismo.

Questo fenomeno è alla base della maggiore predisposizione nei confronti di infezioni in quegli individui che presentano diabete o insulino-resistenza, ma lo stesso ragionamento vale anche in caso di fumo o eccesso di alcool: c’è meno glucosio all’interno dei linfociti e maggiore rischio di infezioni!

Cosa succede quando un virus attacca le nostre cellule?

In condizioni normali, quando un virus entra nel nostro organismo, il sistema immunitario si attiva e i linfociti si moltiplicano rapidamente, per contrastare l’attacco, ricavando energia dal glucosio. 

Quando però il glucosio è abbondante nel circolo sanguigno (iperglicemia), nei linfociti questo zucchero è carente, per cui non riescono a replicarsi e proliferare come dovrebbero.

Allo stesso tempo, i virus, una volta raggiunto l’organismo, penetrano nelle cellule e ne condizionano il metabolismo: si parla di “competizione nutrizionale” perché sia i virus che le cellule hanno bisogno del glucosio per la propria sopravvivenza.

Pertanto, è chiaro che se il linfocita gode di buona salute ed è ricco di glucosio, non avrà problemi a replicarsi e contrastare anche l’attacco a livello nutrizionale del virus. In condizioni di carenza di glucosio, invece, non solo il linfocita non avrà l’energia necessaria per moltiplicarsi, ma verrà ulteriormente indebolito dall’attacco del virus alle sue già ridotte scorte di glucosio e questo, in alcuni casi, potrà distruggerlo: il virus potrà così invadere l’organismo indisturbato.

Una glicemia ottimale supporta il sistema immunitario

Considerati i meccanismi metabolici alla base del buon funzionamento del sistema immunitario è importante considerare i nostri stili di vita e in particolare la nostra alimentazione.

Tutto ciò che mangiamo arriva nell’intestino e, una volta “scomposto” nei vari nutrienti, viene assorbito passando dalla mucosa intestinale al sangue: la sua composizione dipende da ciò che mangiamo.

Il primo nutriente che possiamo individuare nel circolo sanguigno è il glucosio: parliamo di glicemia. Questo è un valore molto variabile nell’arco della giornata: è bassa al mattino, a causa del digiuno notturno e si alza dopo ogni pasto fino a raggiungere un valore massimo (il picco glicemico) che poi si riduce dopo circa due ore.

In condizioni di salute, la glicemia a digiuno è compresa tra i 60 e 99 mg/dl, mentre è inferiore a 149 mg/dl due ore dopo i pasti.

Se la glicemia rientra in questi intervalli, significa che esiste un equilibrio tra lo zucchero circolante nel sangue e quello che è stato smistato all’interno delle diverse cellule; in particolare, ricordiamo che le cellule del sistema immunitario hanno così a disposizione adeguate quantità di glucosio per fronteggiare senza problemi l’attacco di virus o batteri.

Viceversa, in caso di iperglicemia, lo zucchero nel sangue è in concentrazioni elevate, mentre a livello cellulare è carente. Questo deficit compromette l’attività dei linfociti, e non solo.

Volendo completare il quadro, infatti, dobbiamo ricordare che un alterato metabolismo del glucosio riduce la reattività di tutto il nostro sistema immunitario: ne risentono anche i neutrofili, cellule dell’immunità innata che dovrebbero rappresentare la prima difesa aspecifica contro le infezioni, così come gli anticorpi tipici dell’immunità umorale e le naturali difese antiossidanti dell’organismo. Tutto questo spiega la maggiore predisposizione alle infezioni in caso di iperglicemia o in generale quando si presenta un metabolismo del glucosio alterato.

Per evitare tutto questo e supportare la preziosa attività del sistema immunitario è quindi essenziale tenere sotto controllo la glicemia, attraverso una corretta alimentazione basata sulla conoscenza della composizione degli alimenti.

L’alimentazione, alleata della glicemia e delle nostre difese

Scegliere adeguatamente gli alimenti significa fare una scelta per la propria salute ad ogni pasto, sia dal punto di vista metabolico che immunitario.

Preferendo quegli alimenti che ci permettono di tenere sotto controllo la glicemia, forniamo un aiuto al nostro metabolismo e al tempo stesso “nutriamo” adeguatamente tutte le nostre cellule, comprese quelle del sistema immunitario.

Possiamo, infine, pensare di supportare il nostro organismo e le nostre difese assumendo prodotti a base di estratti vegetali, in grado di integrare la nostra alimentazione e di fornire all’organismo un apporto di sostanze funzionali per il proprio benessere e quello del sistema immunitario.

Tutto questo è possibile seguendo un metodo di alimentazione consapevole, che si basa sulla conoscenza del proprio corpo e degli alimenti che ogni giorno portiamo sulla nostra tavola.

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Torta alla ricotta “naturalmente dolce”

Torta alla ricotta

naturalmente dolce: senza zucchero, senza olio, senza burro, senza glutine

Un'idea di Gabila Gerardi | Pane dolce al cioccolato

Guarda il video della preparazione:

Ingredienti

  • 1 arancia NAVEL (200 g)
  • 3 mele AMBROSIA (400 g)
  • 50 ml di succo di mela
  • 300 g di ricotta vaccina
  • 80 g di farina di mandorle
  • 50 g di quinoa già cotta
  • 50 g di amido di mais
  • 12 g di lievito
  • 3 uova medie
  • mandorle
  • farina di cocco finissima

Ingredienti

  • 1 arancia NAVEL (200 g)
  • 3 mele AMBROSIA (400 g)
  • 50 ml di succo di mela
  • 300 g di ricotta vaccina
  • 80 g di farina di mandorle
  • 50 g di quinoa già cotta
  • 50 g di amido di mais
  • 12 g di lievito
  • 3 uova medie
  • mandorle
  • farina di cocco finissima

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GABILA GERARDI

Pane dolce al cioccolato

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Orzotto vegan ai carciofi

Orzotto vegan ai carciofi

con cavolfiore, pomodori secchi e mandorle croccanti

Un'idea di Myriam Sabolla | The food sister

Guarda il video della preparazione:

Ingredienti

  • 2 carciofi
  • 1 cavolfiore
  • 1 scalogno
  • 250 gr di orzo
  • 4 pomodori secchi
  • 100 gr di mandorle
  • curcuma
  • lime
  • brodo vegetale
  • limone
  • olio
  • sale
  • pepe

Ingredienti

  • 2 carciofi
  • 1 cavolfiore
  • 1 scalogno
  • 250 gr di orzo
  • 4 pomodori secchi
  • 100 gr di mandorle
  • curcuma
  • lime
  • brodo vegetale
  • limone
  • olio
  • sale
  • pepe

Procedimento:

  • Pulisci i carciofi eliminando le foglie più dure e pelando i gambi. Tagliali a fettine di circa 5mm di spessore e conservale in acqua acidulata con succo di limone.
  • Taglia il gambo a fettine sottili e lessale in acqua bollente salata per 10 minuti. Scolale, passale in acqua fredda e frullale con un filo di olio.
  • Riempi una sac à poche con la purea di carciofi e tieni da parte.
  • Riduci il cavolfiore a cimette e lessalo in acqua bollente salata. Fallo intiepidire e frullalo insieme a un filo d’olio e 2 cucchiai di acqua di cottura.
  • Fai cuocere l’orzo fino a metà cottura: cuocilo con 400ml di acqua fredda fino ad assorbimento (10/12 minuti). Togli dal fuoco e regola di sale.
  • Nel frattempo fai asciugare i pomodori secchi per 10 minuti in forno ventilato a 150°; condisci le mandorle con la curcuma, la scorza di lime e 1 cucchiaio di acqua. Tostale in forno a 150° per circa 10/15 minuti, rigirandole di tanto in tanto. Tieni tutto da parte.
  • In una pentola capiente, scalda un cucchiaio d’olio e aggiungi l’orzo semi-cotto. Porta a cottura sfumando con il brodo vegetale (circa 12 minuti).
  • Intanto, trita uno scalogno e fai rosolare i carciofi fino a che saranno morbidi. Regola di sale e pepe.
  • A cottura ultimata dell’orzo, aggiungi la purea di cavolfiore e manteca energicamente.
  • Componi il piatto con l’orzotto, i carciofi, petali di pomodori secchi, le mandorle tritate al coltello, punti di purea di carciofi e fiori eduli.

#lamiaricettaACPG di...

Myriam Sabolla

The food sister

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