Un nuovo alleato per il controllo del peso: il glucometro

Cos’è il glucometro?

Il glucometro è uno strumento che permette di misurare la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue. È piccolo, portatile e facile da usare, studiato in modo tale da rendere la misurazione quotidiana della glicemia una pratica semplice e rapida.

Come si misura la glicemia?

Sarà sufficiente, dopo essersi lavati bene le mani, praticare una digitopuntura nella parte esterna del polpastrello. Premendo leggermente uscirà una goccia di sangue da far assorbire ad una piccola striscia inserita nel glucometro. Basterà adesso attendere pochi secondi e, sul display dello strumento, comparirà il valore della nostra glicemia.

Perché misurare la glicemia post-prandiale può essere utile per il controllo del peso?

Perché ci permette di capire quali sono i cibi più adatti al nostro metabolismo.

Dopo ogni pasto la glicemia si alza fino a raggiungere il suo massimo valore, il picco glicemico. Ogni pasto provoca un diverso picco glicemico: alcuni fanno alzare la glicemia bruscamente, altri in maniera lieve. Più è alto il picco glicemico, maggiore è il rilascio di insulina, più facilmente avverrà l’accumulo di grassi nel nostro organismo. Per evitare che i grassi si accumulino e per favorirne il consumo, dobbiamo scegliere cibi che mantengono la glicemia stabile.

Come facciamo a capire quali sono? Misurandoci la glicemia dopo ogni pasto. Minore sarà l’oscillazione della glicemia rispetto al valore di partenza, tanto più il pasto consentirà un utilizzo corretto dei carboidrati introdotti con la dieta, favorirà la riduzione della massa grassa e sarà utile al mantenimento della salute metabolica.

Quando effettuare le misurazioni?

Poiché è importante valutare la differenza tra la glicemia a digiuno e il picco glicemico post-prandiale, sarà necessario misurare entrambi questi parametri. Per conoscere la glicemia a digiuno basterà effettuare le misurazioni prima di colazione, pranzo e cena.

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Una volta ottenuti i valori possiamo prenderli come riferimento per i giorni a venire, senza bisogno di ripetere queste misurazioni quotidianamente. Per conoscere l’entità del picco glicemico, invece, la glicemia andrà misurata 60 minuti dopo la fine del pasto.

Il picco glicemico si verifica sempre 60 minuti dopo la fine del pasto?

Il picco glicemico dipende da molti fattori: da cosa mangiamo, in quale ordine, dal nostro metabolismo, dall’attività fisica che pratichiamo, ecc. Proprio per questi motivi non è detto che si verifichi sempre dopo 60 minuti dalla fine del pasto. La cosa più corretta da fare per monitorare l’andamento della propria glicemia sarebbe quello di costruire l’intera curva glicemica, effettuando le misurazioni prima del pasto, dopo 30, 60, 90 e 120 minuti. Questa pratica però è molto difficile da gestire nella quotidianità, abbiamo quindi pensato di semplificarla, suggerendo la misurazione dopo 1 ora dal pasto. Ciascuno, però, potrà aumentare il numero delle misurazioni in base alle proprie esigenze.

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Scegli il latte che fa per te

IL LATTE: molti tipi, molti nutrienti, alcune idee per la colazione.

Il primo alimento di cui ci siamo nutriti, quello che ci ha permesso di crescere, la bevanda che ci dà il buongiorno ogni mattina, il sostituto della cena quando non abbiamo voglia di cucinare, uno degli ingredienti delle nostre torte, di cosa stiamo parlando? 

Del latte, una bevanda ricca di nutrienti: carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali.

In particolar modo, il latte vaccino, quello più utilizzato, è composto per l’87% da acqua, per il 3,9% da grassi, per il 3,4% da proteine e per il 4,8% da lattosio, la componente glucidica del latte.

Lattosio e intolleranze

Spesso sentiamo parlare di lattosio associandolo all’intolleranza. Ma che cos’è l’intolleranza al lattosio?

Nel nostro intestino, una molecola di lattosio viene scissa in una di glucosio e una di galattosio. Queste due molecole vengono assorbite, passando così dall’intestino al nostro sangue: a permettere questa scissione è l’enzima lattasi.

La lattasi è sempre presente nei lattanti ma alcuni individui, crescendo, perdono questo enzima e con esso anche la capacità di digerire il lattosio. In queste persone, il lattosio che arriva al colon viene fermentato dalla flora batterica intestinale e provoca i problemi intestinali tipici dell’intolleranza.

Tra i più comuni sintomi ci sono: dolori e crampi addominali, digestione lenta, gonfiore addominale, flatulenza, meteorismo, mal di testa.

Non si tratta di un problema grave; basterà limitare il consumo di lattosio e i disturbi si ridurranno. 

E i formaggi?

Ecco una bella notizia per chi è intollerante al lattosio: non è necessario rinunciare anche a tutti i formaggi. Non tutti i derivati del latte contengono lattosio! 

Alcuni latticini ne contengono poco o addirittura non lo contengono affatto, e i formaggi stagionati ne sono un esempio.  

Latte vaccino: un alimento completo, fonte di proteine

Oltre al lattosio, altri elementi costitutivi del latte sono le proteine.

Quello vaccino in particolare ne contiene tre tipi: caseine, beta-lattoglobuline e le alfa-lattoalbumine.

Le caseine hanno una particolare struttura grazie alla quale riescono ad inglobare una grande quantità di calcio, magnesio, citrati e altre proteine (metionina, prolina e glutammina).

Le alfa-lattoalbumine e le beta-lattoglobuline, invece, rappresentano una straordinaria fonte di amminoacidi ramificati ma anche ormoni ed enzimi. Per l’apporto proteico e per la facilità di digestione, le lattoglobuline vengono inserite spesso in integratori da assumere poco prima dell’attività fisica, in modo tale da fornire ai muscoli energia da bruciare.

Le caseine, invece, avendo un assorbimento più lento ma svolgendo un’importante funzione anti-catabolica (evitano l’utilizzo delle proteine dei muscoli per produrre energia) vengono utilizzate in integratori per il recupero dell’energia post-allenamento.

Infine, il latte vaccino è sicuramente ricco di calcio, ma contiene anche fosforo, potassio, magnesio, zinco e selenio ed è un’importante fonte di vitamine del gruppo B.

Il corretto apporto di calcio

Insomma, il latte vaccino è un alimento completo dal punto di vista nutrizionale.

Ma quanto dovremmo berne? 

Le linee guida per una sana alimentazione italiana consigliano, nell’ambito di un’alimentazione corretta, 3 porzioni giornaliere di latte o yogurt (una porzione = 125ml di latte o 125g di yogurt) e 2-3 porzioni alla settimana di formaggio fresco (100g ciascuna) o stagionato (50g)[1].

Il latte e i suoi derivati infatti rappresentano un’importante fonte di nutrienti a tutte le età. 

Sono in pochi in Italia a seguire queste linee guida e la maggior parte della popolazione consuma meno latte e yogurt di quello raccomandato mentre eccede con i formaggi. 

Questo è vero soprattutto per le donne, dove lo scarso consumo di latte provoca un basso apporto di calcio con conseguenze sulla crescita e sulla massa ossea, sul rischio di diabete, malattie cardiovascolari e tumori.

[1] Linee guida per una sana alimentazione italiana, SINU 2014.

Il latte di capra

Un’alternativa al latte vaccino è rappresentata dal latte di capra, che ha caratteristiche nutrizionali molto rilevanti. 

I suoi acidi grassi a catena corta hanno un ruolo nutrizionale di grande interesse per l’intero sistema gastroenterico. 

Questi infatti sono utilizzati a fini energetici dalle cellule dell’intestino, condizionano in modo favorevole la digestione e l’assorbimento delle molecole nutrienti introdotte con gli alimenti giornalieri (in particolare in soggetti celiaci e con intolleranza al glutine), e contribuiscono a ripristinare l’igiene e il benessere intestinale.

I latti vegetali

Tutti coloro che vogliono evitare il latte di origine animale potrebbero utilizzare quelli di origine vegetale.

Il consumo di queste bevande è sempre più diffuso. È spesso scelto dagli intolleranti al lattosio (per l’assenza di questo zucchero), da vegetariani o vegani, ma anche da chi vuole seguire un’alimentazione controllata. I latti vegetali infatti presentano, generalmente, una minore quantità di zuccheri rispetto al latte vaccino (eccezion fatta per il latte di riso).

In commercio ormai ne esistono numerose tipologie. Vediamone alcune:

  • Il latte di soia.

    È, dal punto di vista nutrizionale, quello più simile al latte vaccino, e ha un bilanciato profilo nutrizionale. È molto ricco in proteine e grassi (questi ultimi in quantità minore rispetto al latte vaccino), ma privo di colesterolo e inoltre contiene lecitina (molecola utile per il controllo dei grassi nel sangue). Il latte di soia è largamente consumato anche per il suo contenuto di isoflavoni, ai quali sono riconosciute proprietà anticancerogene.

 
 
  • Il latte di riso.

    Oltre a non contenere colesterolo, rappresenta una scarsa fonte di proteine e grassi. La maggior parte dell’energia ottenuta dal latte di riso infatti deriva dai carboidrati, in particolare dall’amido. Il latte di riso inoltre, specialmente se fatto in casa e non arricchito come quelli destinati al commercio, manca anche di minerali e vitamine come il calcio e la vitamina B-12.

 
 
  • Il latte di mandorle.

    È una bevanda con un buon contenuto di proteine, e acidi grassi monoinsaturi, capaci di ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” e utili per il controllo del peso. Contiene inoltre fibre e minerali e rappresenta un’importante fonte di vitamine antiossidanti, soprattutto la Vitamina A e la Vitamina E.

 

 

  • Il latte di cocco.

    Ha un basso contenuto di carboidrati e le proteine sono del tutto assenti, ma è ricco in grassi saturi (generalmente associati a problematiche cardiovascolari). Tra questi grassi però c’è anche l’acido laurico che, secondo alcune ricerche, sarebbe in grado di aumentare i valori di colesterolo buono, contrastando così i danni del colesterolo cattivo.

 

 

Infine, nella maggior parte dei casi, i latti vegetali subiscono un’addizione di calcio per renderli più simili al latte vaccino in termini di contenuto di questo minerale. Sono necessarie però ulteriori ricerche per capire che conseguenze ha nel nostro organismo il calcio “addizionato”.

Come utilizzare il latte a colazione: l’alternativa al solito latte e caffè

Che sia animale o vegetale il latte è una bevanda utilizzata comunemente nella nostra alimentazione. Pensiamo a quanti cappuccini vengono serviti ogni giorno nei nostri bar!

Alcuni di voi però potrebbero essere stanchi della solita colazione e magari stanno cercando un’alternativa.

Il nostro consiglio per una colazione sana, gustosa, energica e completa è la crema Budwig o il Porridge. Si preparano velocemente e possono essere abbinati a una bevanda calda, come il tè verde. Riportiamo brevemente ingredienti e procedimento.

Crema Budwig

Ricca di acidi grassi polinsaturi, acido linoleico (Omega-6) ed acido alfa-linolenico (Omega-3), minerali e carboidrati a bassa densità glucidica, questa ricetta non richiede cottura ed è ben tollerata da tutti. In una scodella, versate tre cucchiaini di yogurt e 2 cucchiaini di olio di lino, quindi sbattete il composto con una forchetta fino a ottenere un impasto cremoso. Aggiungete, poi, del succo di limone e mescolate bene. Separatamente, macinate, fino a ridurlo in polvere, 2 cucchiaini del cereale integrale che preferite (riso, avena, farro, miglio) e aggiungete 2 cucchiaini di frutta secca (noci, mandorle, pinoli, sesamo). Unite tutto all’impasto di yogurt e olio di lino e mescolate delicatamente. Schiacciate bene con una forchetta una banana matura e aggiungetela agli altri ingredienti. Mescolate il tutto ancora una volta e, infine, aggiungete alla preparazione un frutto tagliato a pezzetti.

Porridge

Mettete a bollire una tazza di fiocchi d’avena con due tazze e mezzo di acqua (o latte). Aggiungete un pizzico di mela tagliata a fette, dell’uvetta e un cucchiaio di zucchero di canna integrale. Lasciate bollire su fiamma piccola per circa 10 minuti. Potete arricchire la preparazione con datteri, crema di sesamo o di mandorle, mandorle macinate, melassa nera di canna da zucchero, cannella, zenzero secco oppure cardamomo.

Dubbi, domande curiosità?

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Sindrome dell’intestino irritabile: cosa mangiare?

IBS

Cos'è la sindrome dell'intestino irritabile

È più diffusa tra le donne che tra gli uomini e si verifica più spesso al di sotto dei 50 anni: è la sindrome dell’intestino irritabile (o IBS, dall’inglese Irritable Bowel Sindrome), impropriamente chiamata colite o sindrome del colon irritabile.

Interessa tutto l’intestino e non solo il colon con alterazioni delle funzioni motorie, della sensibilità dolorosa e della secrezione di liquidi.

Perché è sbagliato chiamare l'IBS colite o sindrome del colon irritabile?

Può essere molto interessante riflettere sul perché si sia voluto trovare una precisa terminologia per descrivere un fenomeno che comunemente preferiamo definire colite. Probabilmente con tale termine si cerca di identificare qualcosa che è chiaramente un po’ più di un fastidioso gonfiore. Con colite intendiamo esprimere un disagio maggiore, spesso l’esperienza di un fenomeno doloroso dell’intestino. Tuttavia con il suffisso –ite, in medicina, ci si riferisce a disturbi chiaramente infiammatori, pertanto il termine colite risulta improprio, più vicino piuttosto alle vere malattie infiammatorie intestinali (quali colite ulcerosa, morbo di Crohn, etc.).

Anche il termine colon irritabile non è preciso in quanto lascerebbe intendere che la parte interessata sia solo il colon, mentre potrebbe riguardare altre parti dell’intestino, come l’intestino tenue. Per questo si è arrivati a una definizione così particolare come: Sindrome dell’intestino irritabile.

Sindrome perché il disturbo è caratterizzato da un complesso di sintomi, intestino perché può essere variamente coinvolto tutto l’intestino e non solo una parte, irritabile perché alla base del disagio-dolore si ritiene vi sia un’alterata percezione di stimoli che in realtà dovrebbero essere normali (gas, etc.).

​Intestino irritabile, sintomi

È il dolore il sintomo principale dell’intestino irritabile, ma le persone che soffrono di IBS possono avere anche diarrea o stitichezza oppure alternare periodi di diarrea a periodi di stitichezza.

I sintomi possono cambiare nel tempo: con periodi caratterizzati da sintomi molto intensi e altri in cui si attenuano o spariscono del tutto.

Un altro sintomo molto comune è il gonfiore della pancia, ovvero una sgradevole sensazione di tensione al giro vita.

È una sindrome che compromette la qualità della vita percui questi soggetti possono incorrere anche in alterazioni del tono dell’umore, scarsa energia per svolgere le normali attività quotidiane.

Gli effetti dell'irritazione

Le terminazioni nervose situate all’interno della parete intestinale, che controllano la contrazione della muscolatura e trasmettono al cervello le sensazioni dell’intestino, sono più sensibili del normale e possono determinare una risposta esagerata con un’accentuazione dei sintomi suddetti. 

Pertanto, i nervi e i muscoli dell’intestino diventano più attivi causando sintomi quali gonfiore, dolore e disagio addominale.

Se le contrazioni muscolari sono scoordinate o diminuite, esse determinano un rallentamento della progressione delle feci nel colon con conseguente insorgenza di stipsi.

All’opposto, se le contrazioni muscolari sono coordinate ma notevolmente aumentate, le feci possono avanzare più rapidamente attraverso il colon con la comparsa della diarrea.

Un disagio che compromette la qualità della vita

In chi soffre della sindrome dell’intestino irritabile (IBS), la regolazione delle interazioni cervello-intestino si altera, portando a cambiamenti nella motilità, sensibilità (sensazioni) e secrezioni a livello intestinale, nella produzione di ormoni, neuropeptidi, neutrasmettitori e molecole prodotte dal microbiota.

Si verifica un’alterazione della digestione degli alimenti ingeriti ai pasti, della permeabilità della parete intestinale e dell’assorbimento dei nutrienti alimentari.

È una sindrome che compromette la qualità della vita, il sonno, il lavoro e qualsiasi attività svolta nel quotidiano, creando “un grave disorientamento alimentare, perché le persone affette da tale sindrome non sanno cosa mangiare”.

Oltre all’IBS sono note altre patologie funzionali e infiammatorie:

  • SIBO (small intestinal bacterial overgrowth) crescita eccessiva dei batteri nell’intestino tenue;
  • IBD (inflammatory bowel disease) malattia infiammatoria dell’intestino.

Cosa mangiare se soffri di intestino irritabile

Il metodo di alimentazione indicato per le persone con la sindrome dell’intestino irritabile, prevede un modello molecolare di riposo intestinale per recuperare una migliore integrità anatomica e funzionale dell’intera parete intestinale (dallo stomaco, al tenue, al colon).

Questi schemi (modello ovo-pesco-vegetale e  per onnivori) sono riportati nella parte speciale del libro “L’intestino: il sesto senso del nostro corpo”, e prevedono:

  • la definizione dei rapporti nutrizionali tra proteine (aumento), grassi (diminuzione) e carboidrati (diminuzione);
  • gli schemi alimentari del metodo molecolare, centrato sulle molecole superando il calcolo giornaliero delle Calorie, mirano anche ad una scelta di alimenti a basso contenuto di FODMAPs “Fermentable, Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides, Polyols” e di favorire gli alimenti in grado di nutrire e modulare un sano microbiota. 

La dieta per il riposo intestinale

Riportiamo di seguito un esempio di settimana alimentare per il riposo intestinale per onnivori; schemi alimentari destinati ad altri regimi alimentari, per esempio per vegetariani, possono essere consultati nei libri del dottor Pier Luigi Rossi.

Tutti i giorni, appena svegli, si raccomanda di bere 2 bicchieri di acqua minerale con residuo fisso secco superiore a 500 mg/litro e ricca di ioni bicarbonato con dose superiore a 600 mg/litro (leggere l’etichetta).

Dopo cena si raccomanda invece l’assunzione di una tisana calda non zuccherata.

Colazione

  • Una bevanda calda: tè verde o bevanda di orzo o tisana, oppure acqua e limone
  • Yogurt di capra
  • 2 cucchiai di fiocchi di avena
  • 10 mandorle
  • Se gradito, un caffè espresso senza zucchero né dolcificanti

Spuntino della mattina

  • Un frutto fresco di stagione a piacere

Pranzo

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata croccante di sedano, brasiliana, semi di lino e timo limonato
  • Merluzzo al forno con mandorle e origano
  • Insalata di patate alla curcuma
  • Olio extravergine di oliva

Merenda

  • Una tazza calda di orzo non zuccherato e un frutto fresco di stagione a piacere
  • Kefir

Cena

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di radicchio rosso e lattuga
  • Tofu al forno marinato allo zenzero e rosmarino con panatura al sesamo
  • Crema di piselli, lattuga, spinaci e maggiorana fresca
  • Olio extravergine di oliva

Colazione

  • Una bevanda calda: tè verde o bevanda di orzo o tisana, oppure acqua e limone
  • Latte di soia
  • 2 gallette di riso o di mais
  • 3 noci
  • Se gradito, un caffè espresso senza zucchero né dolcificanti

Spuntino della mattina

  • Un frutto fresco di stagione a piacere
  • Kefir

Pranzo

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di ricciolina e indivia
  • Orata al cartoccio con foglie di limone e pepe
  • Cipolle rosse all’aceto di mele
  • Riso integrale lessato
  • Olio extravergine di oliva

Merenda

  • Una tazza calda di orzo non zuccherato e un estratto di un frutto più verdura a piacere

Cena

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di rucola, mele e noci con due uova sode
  • Zuppa di farro con carote e zucchine al profumo di limone
  • Olio extravergine di oliva

Colazione

  • Una bevanda calda: tè verde o bevanda di orzo o tisana, oppure acqua e limone
  • Una porzione di prosciutto crudo magro, a basso contenuto di sodio
  • Una fetta di pane integrale di grano saraceno
  • 10 mandorle
  • Se gradito, un caffè espresso senza zucchero né dolcificanti

Spuntino della mattina

  • Un frutto di stagione a piacere
  • Kefir

Pranzo

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di rucola e valeriana con bacche di goji
  • Spiedini di pollo con zucchine, pomodorini e semi di sesamo
  • Farro lessato profumato con alloro fresco
  • Olio extravergine di oliva

Merenda

  • Una tazza calda di orzo non zuccherato e un estratto di un frutto più verdura a piacere

Cena

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di lattuga e pomodorini con carote
  • Tomino di capra alla griglia e germogli misti al limone
  • Crema di verdure con miglio e semi di zucca
  • Olio extravergine di oliva

Colazione

  • Una bevanda calda: tè verde o bevanda di orzo o tisana, oppure acqua e limone
  • Uno yogurt di capra
  • 2 cucchiai di fiocchi di grano saraceno
  • 7-8 nocciole
  • Se gradito, un caffè espresso senza zucchero né dolcificanti

Spuntino della mattina

  • Un frutto di stagione a piacere
  • Kefir

Pranzo

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di sedano, carota, indivia riccia e noci
  • Carpaccio di polpo con cuori di sedano e olio piccante
  • Crema di lenticchie al profumo di rosmarino e bietoline calde
  • Olio extravergine di oliva

Merenda

  • Una tazza calda di orzo non zuccherato e un estratto di un frutto più verdura a piacere

Cena

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di lattuga e rucola con carote al vapore e nocciole
  • Straccetti di fesa di tacchino al limone e dragoncello
  • Passato di verdure con quinoa
  • Olio extravergine di oliva

Colazione

  • Una bevanda calda: tè verde o bevanda di orzo o tisana, oppure acqua e limone
  • Crema di riso integrale con un cucchiaio di salsa tahina e una mela cotta, oppure porridge
  • Un cucchiaio di semi oleosi misti
  • Se gradito, un caffè espresso senza zucchero né dolcificanti

Spuntino della mattina

  • Un frutto di stagione a piacere
  • Kefir

Pranzo

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di songino, zucchine grigliate e carote
  • Risotto integrale con asparagi, fiori di zucca e menta
  • Fagiolini lessati con fiocchi di mais e maggiorana
  • Olio extravergine di oliva

Merenda

  • Una tazza calda di orzo o tè verde e un estratto di un frutto più verdura a piacere

Cena

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di spinacini, pinoli e salsina leggera di acciughe
  • Crema di ceci e cipollotti con farro e sesamo nero
  • Verdure miste grigliate
  • Olio extravergine di oliva

Colazione

  • Una bevanda calda: tè verde o bevanda di orzo o tisana, oppure acqua e limone
  • Una porzione di fesa di tacchino
  • Una fetta di pane integrale di segale
  • 10 mandorle
  • Se gradito, un caffè espresso senza zucchero né dolcificanti

Spuntino della mattina

  • Un frutto di stagione a piacere
  • Kefir

Pranzo

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di pomodori, cetrioli e salsina leggera allo yogurt di soia e basilico
  • Uova sode a spicchi con purè di barbabietole
  • Insalata di avena con peperoni e fagiolini
  • Olio extravergine di oliva

Merenda

  • Una tazza calda di orzo non zuccherato e un frutto fresco di stagione a piacere

Cena

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di valeriana, finocchi e rucola con gomasio, origano e aglio
  • Coniglio alle erbe aromatiche e cipolline borrettane
  • Insalata di rape rosse cotte, salsa tahina a base di olio extravergine di oliva e semi di sesamo, olive e riso integrale
  • Olio extravergine di oliva

Colazione

  • Una bevanda calda: tè verde o bevanda di orzo o tisana, oppure acqua e limone
  • Una porzione di fesa di tacchino
  • Una fetta di pane integrale di segale
  • 10 mandorle
  • Se gradito, un caffè espresso senza zucchero né dolcificanti

Spuntino della mattina

  • Un frutto di stagione a piacere
  • Kefir

Pranzo

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di pomodori, cetrioli e salsina leggera allo yogurt di soia e basilico
  • Uova sode a spicchi con purè di barbabietole
  • Insalata di avena con peperoni e fagiolini
  • Olio extravergine di oliva

Merenda

  • Una tazza calda di orzo non zuccherato e un frutto fresco di stagione a piacere

Cena

  • Una bevanda calda da assumere prima e durante il pasto: colato di verdura, miso, tè verde o orzo
  • Insalata di valeriana, finocchi e rucola con gomasio, origano e aglio
  • Coniglio alle erbe aromatiche e cipolline borrettane
  • Insalata di rape rosse cotte, salsa tahina a base di olio extravergine di oliva e semi di sesamo, olive e riso integrale
  • Olio extravergine di oliva

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